19 gennaio 2017

I 5 pilastri per gestire con successo il tuo team

Vi elenco in poche righe i cinque pilastri della leadership di cui parla Julio Velasco in questo video (per chi non lo conosce: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Julio_Velasco). Vi consiglio di ritagliare 10 minuti del vostro tempo ed ascoltare i concetti direttamente dal suo microfono, fanno sicuramente più effetto.


Per chi  invece va di corsa,  ecco i cinque pilastri in breve:

17 gennaio 2017

La legge dell'iceberg (piccola spiegazione sul modello del blog)

Questo post esula un pochino dal discorso calcio (anche se vi si possono trovare comunque delle correlazioni che vedremo più avanti), ma sentivo la necessità di scriverlo viste alcune "critiche" che mi sono state poste. Più di qualcuno infatti mi ha fatto notare che gli articoli sono molto corti, che non approfondiscono a sufficienza gli argomenti di cui parlo e lasciano un po' così, con più dubbi che certezze. 

La risposta a queste osservazioni è semplice: è una scelta voluta. 
Non sono corti per mancanza di argomentazioni o di conoscenze,  sono corti perché devono essere veloci da leggere, immediati, sintetici, pratici...ma senza essere banali.

Tutti noi andiamo sempre di corsa tra lavoro, doveri, impegni e quant'altro, e trovare anche dieci minuti per mettersi a leggere qualcosa diventa veramente difficile. In questo modo riesco a buttare li, in un flash, pochi spunti di riflessione che, quando avremo del tempo a disposizione, possiamo andare ad approfondire per conto nostro o attraverso il blog stesso aprendo un dibattito.  

Si ma che c'entra l'iceberg in tutto questo? 

La legge dell'iceberg consiste nel selezionare le informazioni chiave (la parte emergente dell'iceberg pari a circa il 10%), tenendo a disposizione la massa di informazioni di supporto (back up)  che rappresentano la parte sommersa. 

Chiamatela anche capacità di sintesi, ma il punto è uno: semplicità e chiarezza espositiva sono qualità fondamentali dei veri scrittori e relatori (e quindi di ogni mister o preparatore), la cui grandezza non nasce dal linguaggio aulico per eletti ma da un linguaggio semplice che permetta a tutti di entrare in sintonia con il relatore o lo scrittore. 

Diversi studi hanno dimostrato che la chiarezza espositiva, se rispetta i canoni della completezza dell'informazione, è inversamente proporzionale alla lunghezza del periodo. Allungando il messaggio la comprensione inizia a scendere fino ad arrivare a un punto di rottura (break even point), dove l'attenzione scende. 


François de La Rochefoucauld, scrittore e moralista francese del diciassettesimo secolo, disse che "la vera eloquenza consiste nel dire il necessario e soltanto il necessario" 


Mister Marco 

15 gennaio 2017

Il pensiero preventivo...

In un calcio fatto di tatticismi e transizioni sempre più efficaci,  agire di anticipo diventa fondamentale per avere la meglio sul nostro avversario. E mentre il difensore può giocare di anticipo sul marcatore diretto e l'attaccante a sua volta anticiparlo per conquistare la palla,  il mister deve anticipare e prevedere le possibili giocate avversarie, o meglio ancora,  preventivarle. Anticipare lo sviluppo dell'azione e prepararsi a quella successiva. Prepararsi a difendere mentre attacchiamo, e ad attaccare mentre ci difendiamo. 

Parliamo quindi di attacco preventivo e difesa preventiva. 

Per difesa preventiva si intende: predisporre anticipatamente alcuni giocatori ad un'azione difensiva quando la squadra è in possesso palla. Questi giocatori non partecipano attivamente alla fase di attacco, ma si occupano di impedire la ripartenza avversaria, attraverso marcature e coperture preventive, in caso di perdita del pallone. 


Per attacco preventivo si intende: predisporre alcuni giocatori alla fase offensiva quando la propria squadra è in fase di non possesso. Come per la difesa preventiva,  questi giocatori non partecipano attivamente alla fase difensiva, ma si trovano sopra la linea della palla pronti a smarcarsi e far partire un rapido contropiede. L'attacco preventivo consente veloci ripartenze impedendo la riorganizzazione avversaria e creando grandi difficoltà. 

13 gennaio 2017

Giocare in Transizione

Si parla spesso di transizione, positiva e negativa, con molta confusione in verità. Sappiamo molto bene qual è la fase di possesso è quella di non possesso…ma la transizione?


Per qualcuno è un concetto mentale, come il giocatore o la squadra si predispongono mentalmente alla nuova fase di gioco. Alcuni sostengono che la transizione sia il momento in cui la palla non è di nessuno. Per altri semplicemente non esiste,  ma si passa da una fase di possesso palla ad una fase di non possesso, punto. C’è anche chi la considera una terza fase di gioco.  E avete mai sentito dire gol in transizione?.....

Insomma,  ognuno dice la sua, perciò anche io voglio dire la mia:

La transizione è il comportamento tecnico-tattico e mentale dei giocatori,  in relazione alla squadra avversaria, alla zona del campo e al risultato della gara, nei secondi immediatamente successivi alla riconquista o alla perdita del pallone, per preparare meglio le due fasi di gioco successive. 

11 gennaio 2017

I 10 segreti di Antonio Conte

Cerchiamo di scoprire quali sono i segreti nascosti dietro i tanti successi di Antonio Conte, spulciando il libro di Alessandro Alciato dal titolo “Metodo Conte”, Vallardi Editore, 2015.



Prima ancora dell’introduzione troviamo, in prima pagina, una frase del buon Conte tratta da un’intervista a Sky Sport del 25 dicembre 2012 che, a mio avviso, potrebbe bastare già di per se ad illuminare noi poveri allenatori dilettanti:

“La parola allenatore deve racchiude tutto. Non puoi essere solamente bravo da un punto di vista tecnico-tattico. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista motivazionale. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista psicologico,  quando lavori sulle menti dei calciatori. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista gestionale,  o nei rapporti con la società, o nei rapporti con i media. Devi essere bravo in tutto. Devi cercare di eccellere in tutto. Per fare questo devi studiare. Da quando faccio l’allenatore,  per me, è un continuo studio.”

09 gennaio 2017

Quando sostituire un giocatore?



Ogni allenatore vorrebbe avere la capacità di far entrare i giocatori giusti al momento giusto. Che la sostituzione sia per scelta tattica, stanchezza o infortunio non importa. Se il giocatore che entra gioca bene, cambia il corso della partita, e magari ci fa anche vincere, allora siamo considerati dei bravi allenatori. Viceversa delle schiappe. 

Tralasciando però le considerazioni sulla sostituzione di tipo tattico, vorrei proporvi un metodo interessante per effettuare le sostituzioni tenendo conto solamente della stanchezza psico-fisica del calciatore.

Si chiama Regola del <58’ <73’ <79’ [fonte: Tutti i numeri del calcio,  C. Anderson e D. Sally] 

07 gennaio 2017

4 motivi per utilizzare gli Half Spaces

Gli Half Spaces non sono più una novità ormai. Sul web ci sono molti siti che ne parlano e quasi tutti gli allenatori sanno di cosa si tratta. 
Vi segnalo a proposito questi due link,  a mio avviso i migliori per approfondire la tematica:
Visto che però sono un po' lunghi ho pensato di riassumere il concetto generale in poche righe. 

Molto semplicemente, sono i corridoi che si creano tra le fasce e la zona centrale. 


Ma perché sono così importanti? 

05 gennaio 2017

La comunicazione efficace per la Scuola Calcio - parte 3/3

Ultimo episodio della trilogia della comunicazione efficace.

(Per chi se li fosse persi: 1° articolo/ 2° articolo) 


Eravamo rimasti con il quinto punto della comunicazione responsabile: i 12 errori di comunicazione. Vediamoli insieme utilizzando un altro esempio: Giovanni, dopo aver finito il percorso motorio, non rimette a posto il materiale che è stato usato, lasciando ai compagni o all'insegnante questa incombenza. Ciò accade molto spesso.

04 gennaio 2017

La comunicazione efficace per la Scuola Calcio - parte 2/3

Continua la trilogia della comunicazione efficace con il secondo articolo dedicato (questo il primo).

Buona lettura :)


Questa volta si parlerà di comunicazione responsabile utilizzando un esempio [fonte: Fiabe Motorie - Armando Editore]: Leo corre e disturba mentre gli altri ascoltano la spiegazione della consegna. 
L'istruttore può interviene nei seguenti modi:

03 gennaio 2017

La comunicazione efficace per la Scuola Calcio - parte 1/3


Se la proposta didattica cambia da categoria a categoria, così anche la forma deve necessariamente adattarsi per arrivare efficacemente ai ragazzi o ai bambini che alleniamo poiché, più che nei contenuti, il bravo istruttore (o formatore) si distingue per il linguaggio comunicativo che utilizza. Tale linguaggio non deve essere uniforme, ma adattarsi ai soggetti ai quali indirizzare il proprio messaggio. Parlare con i Piccoli Amici non è parlare con gli Allievi no? Cambiano le parole, la tonalità, la complessità del messaggio e molte altre cose.

In questo articolo verranno proposti alcuni suggerimenti per le categorie più piccole.

31 dicembre 2016

L’(in)utilità del possesso palla

Una cosa è certa: avere più possesso palla non garantisce la vittoria.

Di esempi  ce ne sono quanti ne volete [Immagini da app: StatsZone] 




30 dicembre 2016

L'intelligenza del calciatore

Come si manifesta l'intelligenza nel calciatore??



Horst Wein, nel suo "Calcio a Misura dei Ragazzi" ne ha fatto un caposaldo della formazione giovanile e ne elenca le caratteristiche. Secondo lui un giocatore intelligente...

28 dicembre 2016

La potenza è nulla senza controllo

Era lo slogan di uno spot di qualche tempo fa….delle gomme per le auto se non sbaglio…. Il messaggio che si voleva comunicare era più o meno questo: puoi avere anche il motore  della Ferrari, ma se lo monti sul triciclo difficilmente andrai lontano.

Ora…se voglio vincere il gran premio devo aumentare solo la potenza del mio motore (il muscolo, l’espressione di forza) o anche l’assetto, le ruote, il controllo,  l’aerodinamica,  i freni e tutto il resto (l’economia ed il controllo del gesto tecnico)?

Vi faccio vedere un video:



26 dicembre 2016

Giocare a due tocchi


Quante volte abbiamo chiesto ai nostri ragazzi di “giocare a due tocchi” o di “giocare il prima possibile”? 
Immagino molto spesso. Ma ci siamo mai chiesti se questa richiesta sia idonea al calcio giocato? Se rappresenta il modello di riferimento? 
Più di qualcuno direbbe che si tratta di limitazioni, che in partita non ci sono vincoli, che bisogna lasciare libertà di azione e che il giocatore non ha tempi di gioco stabiliti dal mister,  ecc. ecc. …

In tal proposito sono stati effettuati degli studi che possono aiutarci a capire meglio la performance in campo. Vediamone alcuni:

24 dicembre 2016

La salida Lavolpiana

Prende il nome dal suo inventore,  Ricardo La Volpe (Buenos Aires, 6 febbraio 1952). È un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo portiere, tecnico del Club América. [fonte: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ricardo_La_Volpe] 

È un sistema per costruire l’azione dal basso, con una difesa a quattro uomini,  quando si viene contrastati da due giocatori offensivi avversari.

Prevede che un centrocampista si abbassi tra i due centrali difensivi. Tale spazio è creato dall’allargamento dei due difensori centrali che, a loro volta, sfruttano quello creato dai terzini che alzano la propria posizione fino alla linea dei centrocampisti. Si crea così una linea arretrata di tre difensori che può garantire superiorità numerica e talvolta posizionale agevolato l’uscita manovra dal basso.

22 dicembre 2016

Come allenare le palle inattive



Articolo estratto e riassunto dal notiziario del settore tecnico n°4/2015 scritto da Leonardo Semplici [tesi finale al master Uefa pro 2014-2015].

Nel suo articolo si parla di schemi su calcio piazzato visti dal punto di vista dei difendenti. In fase di non possesso suggerisce due atteggiamenti tra i quali poter scegliere:

1. La difesa a zona integrale,  con il posizionamento dei calciatori non condizionato da quello iniziale degli avversari;
2. La difesa a zona mista,  in cui gli allenatori alternano alcuni giocatori schierati a zona ed altri che,  invece,  si occupano della marcatura a uomo di alcuni saltatori avversari.

20 dicembre 2016

Cosa dovrebbe fare un preparatore atletico?


"Il preparatore atletico è la figura professionale preposta a curare e gestire la preparazione motoria fisica generale ed individuale degli atleti praticanti sport agonistici e amatoriali. In generale, la sua attività consiste nel programmare e realizzare allenamenti mirati che consentano agli atleti di raggiungere la condizione fisica ideale, prevenire gli infortuni caratteristici o ritornare ai livelli espressi prima dell'infortunio." [fonte: wikipedia] 

19 dicembre 2016

Quanto è importante la Rapidità?


Rapidità: Il dizionario la definisce "Caratteristica di chi o di ciò che si muove, agisce o avviene in modo rapido" o anche "Carattere, proprietà di chi, di ciò che è rapido. Prontezza: r. nell'operare; r. di decisione, di intuito, di giudizio". 

Già da questa definizione appare chiaro che non si tratta solamente di una qualità fisica/motoria ma,  più in generale,  di "ciò che è rapido",  inclusa la "rapidità di decisione,  di intuito,  di giudizio" . 

Come si traduce questo in ambito calcistico?

Possiamo distinguere 7 tipologie di rapidità,  più o meno influenti nella performance sportiva,  che agiscono contemporaneamente e che determinato la buona o cattiva prestazione del calciatore. 

17 dicembre 2016

I calci d'angolo sono inutili

Comunemente si pensa che conquistare un corner sia equivalente ad una buona occasione da gol,  tanto da indurre i tifosi ad elogiare il giocatore che l'ha conquistato, il mister a sperare in un gol imminente e i cronisti sportivi a tenerne il conto come fosse un punto a favore per la squadra che si appresta a calciarlo. 

La verità invece è che i calci d'angolo sono inutili! 

Statistiche dicono che solamente 1 corner su 5 finisce con un tiro in porta. E di questi solo 1 su 9 diventa un gol.... Praticamente l'89% dei tiri in porta viene sprecato. In altri termini,  un calcio d'angolo frutta circa 0,022 gol.
[fonte: "Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato"  - C.Anderson e D.Sally]

15 dicembre 2016

La gestione della squadra

Tra le qualità che ogni allenatore, istruttore o preparatore deve avere c'è indubbiamente una buona leadership, ossia la capacità di creare seguaci,  uomini o ragazzi disposti a seguire il loro leader o capo. Questa capacità è strettamente legata alla personalità ed è gruppo-dipendente. Un buon leader potrebbe esserlo per un gruppo ma non per un altro. Così come un allenatore può risultare vincente in una squadra ma non in un altra.