12 febbraio 2017

I consigli di... Fulvio Pea - Allenatore Pro Piacenza -

Continua la serie di interviste ai professionisti del settore, ed oggi ho il piacere di farvi leggere le parole di Fulvio Pea, allenatore della prima squadra del Pro Piacenza 1919, società del girone A di Lega Pro. 

Il mister merita una piccola presentazione:
Da questa stagione alla guida del Pro Piacenza, ha precedente allenato Cremonese, Monza, Juve Stabia, Padova, Sassuolo e Lucchese. Vice allenatore ad Ancona, Napoli e Siena. Ha vinto con la primavera della Sampdoria (campionato, coppa Italia e supercoppa Italia), dell'Inter (Champions U18 e Torneo di Viareggio) ed allenato in diversi settori giovanili. (fonte https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Pea) 


Domanda personale: sei uno dei pochi allenatori che non ha giocato ad alti livelli ma che ha allenato squadre importanti, come si  arriva nel professionismo?

"Sinceramente non ho giocato, se non nelle giovanili di una squadra professionistica. Per questo motivo ho continuato a coltivare la mia forte passione per questo gioco, seduto in panchina, prima per gioco e poi, con il tempo, assistito da molta fortuna, a trasformare un momento di divertimento in uno di lavoro."


10 febbraio 2017

Le 10 necessità vitali dei giovani calciatori

Da "Il calcio a misura dei ragazzi" di Horst Wein,  vi sintetizzo quelle che lui chiama le dieci necessità vitali dei giovani calciatori, tenendo presente che il volume 1 è dedicato ai bambini fino a 9 anni. 



1. Il bisogno di sicurezza. Anche durante l'allenamento i bambini necessitano di un'atmosfera intima e familiare, che dia loro sicurezza e fiducia; non è raccomandabile, perciò, cambiare frequentemente né il luogo dell'allenamento, né il formatore, perché i giovani richiedono relazioni stabili come nella propria famiglia. 

2. La necessità di acquisire nuove esperienze. Invece di dire ai bambini cosa devono fare, è meglio permettere loro di risolvere da soli i problemi. Il bambino ha bisogno di scoprire ogni cosa che lo circonda. Di conseguenza, preferisce essere più stimolato che istruito. La possibilità di fare nuove esperienze stimola l'intelligenza del bambino. 

08 febbraio 2017

La Periodizzazione tattica

È una metodologia che si può riassumere in un modo molto semplice: 
la tattica alla base di tutto! 


Si definisce un Modello di gioco, cioè "l'insieme dei principi, dai quali derivano i sub-principi, di comportamento della squadra tenendo presenti i quattro momenti principali del gioco" (Severino, 2008), e da lí si sviluppa tutto ciò che è necessario per metterlo in pratica. Senza dividere l'allenamento in una parte fisica, una tecnica, una tattica, una psicologica, ma lavorando tutti questi aspetti contemporaneamente. Il lavoro fisico diventa una conseguenza del lavoro tattico, così come quello tecnico e quello psicologico (o cognitivo). 

Praticamente, decidere come attaccare, difendere e fare transizione per poi programmare gli allenamenti in funzione di questo. 

07 febbraio 2017

Le richieste metaboliche e meccaniche in due differenti tipologie di small sided games

Per questa analisi si è partiti dall’articolo ‘’Estimated metabolic and mechanical demands during different small-sided games in elite soccer players’’ di Gaudino et al. per provare a comparare due differenti tipologie di small sided games: possesso palla (SSG-P) e partita libera con i portieri (SSG-G).



06 febbraio 2017

I consigli di... Francesco Carchedi - Preparatore Atletico Primavera Empoli -

Nuova intervista, questa volta a Francesco Carchedi, Preparatore Atletico della Primavera dell'Empoli F.C., società della massima serie italiana. 


Come sempre la prima domanda per Francesco è personale: Come sei arrivato nella tua attuale squadra di appartenenza? Qual è stato il tuo percorso?

"Attualmente lavoro nella Primavera dell’ Empoli e sono arrivato tramite una semplice presentazione del curriculum. La mia fortuna è stata quella di esser cresciuto passo dopo passo, anno dopo anno. Sono partito dagli esordienti per poi fare i giovanissimi regionali e di seguito i giovanissimi nazionali. Post giovanissimi ho fatto il preparatore atletico sia per gli allievi "b" che per gli allievi nazionali per poi arrivare in Primavera." 


04 febbraio 2017

Capire i comportamenti della squadra con il sociogramma di Moreno

Il Sociogramma di Moreno è una tecnica che conduce ad una rappresentazione grafica delle relazioni interpersonali all'interno di un gruppo. Permette di ottenere dati molto precisi sulla struttura dei gruppi e di individuare lo status sociale dei singoli soggetti. Attraverso questo sociogramma si ricostruiscono delle "mappe sociali" in cui si evidenziano "correnti sociali", vie di comunicazione emotiva che costituiscono le reti interpersonali. 



Perché è così importante? 

Perché in un gruppo squadra si possono creare dei sottogruppi sociali, dei casi di isolamento, di emarginazione, di leadership...ed un buon allenatore o istruttore dovrebbe esserne il più possibile a conoscenza per evitare o migliorare alcune dinamiche di gruppo. 


02 febbraio 2017

I supporti visivi in campo

L'importanza della comunicazione è ormai assodata. Sappiamo bene quanto è importante far arrivare il messaggio ai nostri ragazzi, nel modo più chiaro e immediato possibile. 



Per raggiungere questo obiettivo possiamo ricorrere a delle strategie comunicative, utilizzando per esempio i supporti visivi, che potenziano la comunicazione e che favoriscono il raggiungimento dell'obiettivo prefissato. 
Diversi studi hanno dimostrato che utilizzare tali supporti potenzia la comunicazione mediamente del 250% rispetto alla sola modalità verbale. L'immagine potenzia il ricordo, poiché la mente ricorda il 20% di ciò che ascolta, il 40% di ciò che vede e l'80% di ciò che vede e ascolta contemporaneamente. Inoltre permette di creare un focus su messaggi chiave. (fonte: L'arte del public speaking, C. Sansavini) 

31 gennaio 2017

I consigli di... Davide Mancone - Allenatore U19 Ancona 1905 -

Parte ufficialmente una nuova "rubrica" nel mio blog, quella delle interviste flash ai professionisti del settore. Allenatori, collaboratori, preparatori atletici che lavorano nelle diverse società professionistiche disposti a condividere le loro conoscenze ed esperienze con i lettori. Poche domande mirate che ci danno un'idea del lavoro quotidiano e della metodologia di chi fa del calcio il proprio lavoro e la propria passione. Come sempre in poche righe, perché andiamo tutti di corsa...dobbiamo preparare la seduta di allenamento...studiare...lavorare...però cinque minuti liberi ci sono...vediamo cosa ci consiglia....


Ad aprire le danze è Davide Mancone, ex terzino sinistro del Cassino e attualmente allenatore della Berretti nell' Ancona 1905, società militante nel girone B della Lega Pro, stesso girone per il campionato U19. 


Ciao Davide, innanzitutto come sei arrivato ad Ancona? 

"Dopo anni di attività di settore giovanile e di prima squadra ho fatto un esperienza in Spagna al Hercules de Alicante, questa esperienza mi ha permesso di essere segnalato all'Udinese che mi hai inserito nel progetto di Academy che si svolgeva in tutti Italia. Durante questa esperienza ho conosciuto il direttore Gianfranco Mancini che è diventato il direttore generale della Ancona in estate e mi ha scelto per questo ruolo ad Ancona"

30 gennaio 2017

Analisi di un 2vs2+2

L'analisi di oggi prende in considerazione un lavoro di forza specifica che abbiamo sviluppato nella nostra squadra di Allievi Nazionali Under 17.


29 gennaio 2017

Palla coperta, scoperta o...giocabile?

"Non esiste palla coperta o scoperta, ma palla giocabile o no."


È un concetto che ho sentito al corso per allenatori di base e che mi ha fatto riflettere molto. Come non esiste?! È una delle cose più importanti che si insegnano in tutti i settori giovanili del mondo, perché non esiste? 
Partiamo dalla teoria... 

Sappiamo tutti cosa significa palla coperta o scoperta, ma ne riporto comunque una definizione, tratta dal sito eurosport.com, che rende bene l'idea:

"Come palla scoperta si intende quella situazione di gioco in cui chi attacca portando la sfera guarda frontalmente la porta avversaria. Al contrario, la situazione di palla coperta è quella in cui chi attacca e porta la sfera dà le spalle alla porta avversaria. A seconda che il portatore di palla copra o scopra la palla, deve cambiare il modo di muoversi della difesa. Che nel primo caso può applicare il fuorigioco, alzando la propria linea. E, invece, a palla scoperta deve pensare soprattutto a coprire lo spazio. Se il portatore di palla può vedere il movimento dei propri compagni, ha un tempo di gioco in meno per lanciarli a rete. Se è a palla coperta – e deve presumibilmente girarsi per servire un compagno – rende la propria azione decisamente più lenta. Un tempo di gioco di cui può e deve approfittarsi la difesa."

27 gennaio 2017

Il calcio è un gioco di anelli deboli

"Se vuoi costruire una squadra che vinca è meglio che ti concentri prima sugli anelli deboli della catena che su quelli forti. Gli anelli forti non vincono le partite da soli. Gli anelli deboli, da soli, le perdono. "
[fonte: Tutti i numeri del calcio, C. Anderson e D. Sally]


È un concetto abbastanza chiaro e semplice. Immaginiamo proprio una catena,  fatta di tanti anelli di acciaio inossidabile, indistruttibile, inafferrabile....e poi un anello di plastica....ci leghereste la vostra bici o la vostra moto? Io no. 
Beh il calcio è uguale. 11 anelli di un unica catena. Basta una che non tiene e si sfascia tutto. 

È un gioco di squadra deciso molto spesso dalla pura e sconvolgente inettitudine individuale. Giocatori che per un passaggio sbagliato,  un calo di concentrazione, rischiano di rovinare ciò che l'allenatore e i compagni hanno costruito in una partita, una settimana o in una stagione intera. È normale che il giocatore peggiore sia quello che più probabilmente sbaglierà un passaggio,  dimenticherà di marcare il suo uomo e manderà all'aria una settimana di preparazione. 

25 gennaio 2017

6 consigli per il riscaldamento pre-partita

Sei consigli veloci per il riscaldamento pre-partita valido dai giovanissimi in su.


1. Proporre esercizi semplici e conosciuti dai giocatori. Questo consentirà di non perdere tempo in inutili spiegazioni e permette al calciatore di concentrarsi sulle indicazioni tattiche della gara.

2. Prevedere anche un riscaldamento mentale. Esercitazioni con una dose di difficoltà cognitiva e agonistica tale da portare anche mentalmente l'atleta in condizioni di gioco ideali.

23 gennaio 2017

Pregi e difetti della difesa a zona


"La zona è la tattica difensiva in base alla quale la propria metà campo viene divisa in vari settori, a presidio di ognuno dei quale si colloca un giocatore, destinato a opporsi agli avversari che verranno a trovarvisi. Anziché seguire un attaccante, difende una sezione di terreno di gioco. La marcatura a zona porta con sé un'idea "collettiva" del reparto di terza linea. Il che significa, tanto per fare un solo esempio, che quando un difensore va ad aggredire il portatore di palla, un compagno deve accorrere a "raddoppiare", cioè a coprirlo per il caso in cui venga superato, e gli altri fanno la "diagonale", cioè arretrano uniformemente su una linea diagonale, preparandosi così a scalare per affrontare l'avversario eventualmente avanzante." (fonte Wikipedia) 

Il difensore si muove perciò in un determinato spazio in relazione alla posizione della palla, della porta, dei compagni e degli avversari nella zona di campo assegnata in base al proprio ruolo. 

21 gennaio 2017

Prevenire gli infortuni con il Fifa 11+

Parliamo dell'ormai datato protocollo Fifa eleven plus (http://f-marc.com/11plus/casa/), sviluppato nel 2003 dall' F-MARC (Fifa Medical Assessment and Research Centre),  per ridurre gli infortuni grazie ad una serie di esercizi da effettuare nel pre-gara o come prevenzione prima dell'allenamento. 


Nel sito ufficiale possiamo leggere queste indicazioni: "Il programma è stato sviluppato da un gruppo internazionale di esperti e la sua efficacia è stata dimostrata da uno studio scientifico condotto nel 2008 in Norvegia. Le risultanze di questo studio hanno evidenziato come la pratica almeno bisettimanale di “11+” determini una riduzione pari al 30-50% della frequenza degli infortuni nei giocatori delle squadre che lo hanno praticato. Il programma dovrebbe essere svolto almeno due volte alla settimana all’inizio di ogni allenamento come normale riscaldamento. Il programma 11+ richiede solo 20 minuti per essere completato. Prima delle partite dovrebbero essere praticati solo gli esercizi di corsa (parti 1 e 3)."

19 gennaio 2017

I 5 pilastri per gestire con successo il tuo team

Vi elenco in poche righe i cinque pilastri della leadership di cui parla Julio Velasco in questo video (per chi non lo conosce: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Julio_Velasco). Vi consiglio di ritagliare 10 minuti del vostro tempo ed ascoltare i concetti direttamente dal suo microfono, fanno sicuramente più effetto.


Per chi  invece va di corsa,  ecco i cinque pilastri in breve:

17 gennaio 2017

La legge dell'iceberg (piccola spiegazione sul modello del blog)

Questo post esula un pochino dal discorso calcio (anche se vi si possono trovare comunque delle correlazioni che vedremo più avanti), ma sentivo la necessità di scriverlo viste alcune "critiche" che mi sono state poste. Più di qualcuno infatti mi ha fatto notare che gli articoli sono molto corti, che non approfondiscono a sufficienza gli argomenti di cui parlo e lasciano un po' così, con più dubbi che certezze. 

La risposta a queste osservazioni è semplice: è una scelta voluta. 
Non sono corti per mancanza di argomentazioni o di conoscenze,  sono corti perché devono essere veloci da leggere, immediati, sintetici, pratici...ma senza essere banali.

Tutti noi andiamo sempre di corsa tra lavoro, doveri, impegni e quant'altro, e trovare anche dieci minuti per mettersi a leggere qualcosa diventa veramente difficile. In questo modo riesco a buttare li, in un flash, pochi spunti di riflessione che, quando avremo del tempo a disposizione, possiamo andare ad approfondire per conto nostro o attraverso il blog stesso aprendo un dibattito.  

Si ma che c'entra l'iceberg in tutto questo? 

La legge dell'iceberg consiste nel selezionare le informazioni chiave (la parte emergente dell'iceberg pari a circa il 10%), tenendo a disposizione la massa di informazioni di supporto (back up)  che rappresentano la parte sommersa. 

Chiamatela anche capacità di sintesi, ma il punto è uno: semplicità e chiarezza espositiva sono qualità fondamentali dei veri scrittori e relatori (e quindi di ogni mister o preparatore), la cui grandezza non nasce dal linguaggio aulico per eletti ma da un linguaggio semplice che permetta a tutti di entrare in sintonia con il relatore o lo scrittore. 

Diversi studi hanno dimostrato che la chiarezza espositiva, se rispetta i canoni della completezza dell'informazione, è inversamente proporzionale alla lunghezza del periodo. Allungando il messaggio la comprensione inizia a scendere fino ad arrivare a un punto di rottura (break even point), dove l'attenzione scende. 


François de La Rochefoucauld, scrittore e moralista francese del diciassettesimo secolo, disse che "la vera eloquenza consiste nel dire il necessario e soltanto il necessario" 


Mister Marco 

15 gennaio 2017

Il pensiero preventivo...

In un calcio fatto di tatticismi e transizioni sempre più efficaci,  agire di anticipo diventa fondamentale per avere la meglio sul nostro avversario. E mentre il difensore può giocare di anticipo sul marcatore diretto e l'attaccante a sua volta anticiparlo per conquistare la palla,  il mister deve anticipare e prevedere le possibili giocate avversarie, o meglio ancora,  preventivarle. Anticipare lo sviluppo dell'azione e prepararsi a quella successiva. Prepararsi a difendere mentre attacchiamo, e ad attaccare mentre ci difendiamo. 

Parliamo quindi di attacco preventivo e difesa preventiva. 

Per difesa preventiva si intende: predisporre anticipatamente alcuni giocatori ad un'azione difensiva quando la squadra è in possesso palla. Questi giocatori non partecipano attivamente alla fase di attacco, ma si occupano di impedire la ripartenza avversaria, attraverso marcature e coperture preventive, in caso di perdita del pallone. 


Per attacco preventivo si intende: predisporre alcuni giocatori alla fase offensiva quando la propria squadra è in fase di non possesso. Come per la difesa preventiva,  questi giocatori non partecipano attivamente alla fase difensiva, ma si trovano sopra la linea della palla pronti a smarcarsi e far partire un rapido contropiede. L'attacco preventivo consente veloci ripartenze impedendo la riorganizzazione avversaria e creando grandi difficoltà. 

13 gennaio 2017

Giocare in Transizione

Si parla spesso di transizione, positiva e negativa, con molta confusione in verità. Sappiamo molto bene qual è la fase di possesso è quella di non possesso…ma la transizione?


Per qualcuno è un concetto mentale, come il giocatore o la squadra si predispongono mentalmente alla nuova fase di gioco. Alcuni sostengono che la transizione sia il momento in cui la palla non è di nessuno. Per altri semplicemente non esiste,  ma si passa da una fase di possesso palla ad una fase di non possesso, punto. C’è anche chi la considera una terza fase di gioco.  E avete mai sentito dire gol in transizione?.....

Insomma,  ognuno dice la sua, perciò anche io voglio dire la mia:

La transizione è il comportamento tecnico-tattico e mentale dei giocatori,  in relazione alla squadra avversaria, alla zona del campo e al risultato della gara, nei secondi immediatamente successivi alla riconquista o alla perdita del pallone, per preparare meglio le due fasi di gioco successive. 

11 gennaio 2017

I 10 segreti di Antonio Conte

Cerchiamo di scoprire quali sono i segreti nascosti dietro i tanti successi di Antonio Conte, spulciando il libro di Alessandro Alciato dal titolo “Metodo Conte”, Vallardi Editore, 2015.



Prima ancora dell’introduzione troviamo, in prima pagina, una frase del buon Conte tratta da un’intervista a Sky Sport del 25 dicembre 2012 che, a mio avviso, potrebbe bastare già di per se ad illuminare noi poveri allenatori dilettanti:

“La parola allenatore deve racchiude tutto. Non puoi essere solamente bravo da un punto di vista tecnico-tattico. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista motivazionale. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista psicologico,  quando lavori sulle menti dei calciatori. Così come non puoi essere solamente bravo da un punto di vista gestionale,  o nei rapporti con la società, o nei rapporti con i media. Devi essere bravo in tutto. Devi cercare di eccellere in tutto. Per fare questo devi studiare. Da quando faccio l’allenatore,  per me, è un continuo studio.”

09 gennaio 2017

Quando sostituire un giocatore?



Ogni allenatore vorrebbe avere la capacità di far entrare i giocatori giusti al momento giusto. Che la sostituzione sia per scelta tattica, stanchezza o infortunio non importa. Se il giocatore che entra gioca bene, cambia il corso della partita, e magari ci fa anche vincere, allora siamo considerati dei bravi allenatori. Viceversa delle schiappe. 

Tralasciando però le considerazioni sulla sostituzione di tipo tattico, vorrei proporvi un metodo interessante per effettuare le sostituzioni tenendo conto solamente della stanchezza psico-fisica del calciatore.

Si chiama Regola del <58’ <73’ <79’ [fonte: Tutti i numeri del calcio,  C. Anderson e D. Sally]